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Salvatore Meschini's BLOG - Le piccole cose importanti...
E-pi-fa-nì-a
giovedì, 5 gennaio 2006, 02:06 - Emozioni


Se non ci fossi tu a ricordarmi del blu
Richiamerei, con le mie parole, la battaglia finale
Cuore infranto o causale kìnesis mentale

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Anno nuovo, vita nuova?
martedì, 3 gennaio 2006, 00:53 - Emozioni


Ieri, mentre tornavo a casa, il finestrino del treno ha voluto propormi un fiume in piena, una massa d'acqua torbida ed inconsapevole che correva impetuosamente verso una sola direzione. L'immagine ideale per chiudere la celebrazione del Capodanno, il periodo ideale per porsi delle domande sul tempo che scorre via, sugli obiettivi raggiunti e su quelli ancora da raggiungere, sugli affetti e su quelle poche "gocce" speciali che condividono con noi la corrente.

Colgo l'occasione per ringraziare pubblicamente l'eccezionale Trio che mi ha consentito di salutare l'ingresso del 2006 lontano dai miei soliti cliché! Grazie!

BUON ANNO!
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Primavera inoltrata
martedì, 5 aprile 2005, 03:02 - Emozioni


A volte mi chiedo se Trainor il farmacista avesse paura di amare, di sicuro "è morto in un esperimento sbagliato proprio come gli idioti che muoiono d'amore". Prima o poi affronterò la questione in modo schietto, per il momento mi limito a riportare i versi di Faber:


Primavera non bussa lei entra sicura
Come il fumo lei penetra in ogni fessura
Ha le labbra di carne i capelli di grano
Che paura, che voglia che ti prenda per mano.
Che paura, che voglia che ti porti lontano.

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Lumaca e divisione
martedì, 29 marzo 2005, 01:43 - Emozioni


Lei, goccia di pioggia colorata
Quando ti scivola addosso lascia una traccia
Non è detto che resti, non è detto che ti piaccia

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Oscillantidoto
domenica, 16 gennaio 2005, 23:52 - Emozioni


L'Amore non prende il tempo di una vita
Ingoiato dal rapace battito d'ali
o compagno di ipocrita noia infinita

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Il primo blog non si scorda mai...
venerdì, 14 gennaio 2005, 00:51 - Emozioni


La sofferenza è un momento molto lungo, impossibile da dividere in stagioni. Sarà il buio quasi totale in cui si vive oppure la polvere che copre libri, pensieri ed interminabili giornate ma ogni risveglio è accompagnato dal tormento. Non si tratta, purtroppo, di una subdola malinconia, una di quelle signore invadenti, petulanti fino allo sfinimento, che a volte bussano alla porta. Quante volte mi sono accomiatato dalle sgradite ospiti solo dopo aver sostenuto il peso dei loro tiramenti… Il mio tormento ha un’altra origine: la cattività. Probabilmente l’ignaro lettore si sta chiedendo chi sia l’autore e sotto quale giogo languisca. Non è facile fornire una risposta ad una curiosità tanto ovvia quanto indelicata senza scavare in un passato ormai remoto. Ho imparato a scrivere al buio, a camminare contando i passi che mi separano dalle quattro pareti, a rendere quasi reali i ricordi felici che affollano la mia memoria; tuttavia non riesco ancora a spiegarmi il come ed il perché mi ritrovi a spendere il resto dei miei giorni in un misero antro. Vivo rinchiuso in una stanza senza porte né finestre, senza luce né aria fresca, lontano dagli affetti e oppresso da una dolorosa solitudine. Una sera di aprile decisi di leggere un libro, mi accomodai su un’altalena e iniziai a scorrere distrattamente le prime righe: “Ai pochi che mi amano e che io amo, a quelli che sentono piuttosto che a coloro che pensano, ai sognatori e a coloro che hanno fede nei sogni come nella sola realtà…”. Non completai la frase, di colpo sparirono le stelle, la tiepida brezza primaverile e l’intero mondo di certezze che ruotava intorno ad un’esistenza serena. Le storie raccontate da un fiore sbocciato a metà hanno ceduto il posto ad un presente di oscurità costante. Adesso non ha più senso cercare con affanno la strada migliore o filosofare sulla misteriosa inconsistenza di un bacio, sono simboli troppo distanti di umanità, non riuscirei comunque a vederli. Un tempo ero in grado di commuovermi per un tramonto o per il riflusso del mare, ora posso scrutare le profondità dell’animo umano così come si osserva la linea d’orizzonte...

Con questa manciata di parole inizia per me un nuovo viaggio, con tappe tra la malinconia, la gioia ed il disincanto. Purtroppo, o per fortuna, è il mio modo di essere...
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